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Le nostre domande al ministro dell’Interno

Politica Democratica

Salvini ha mentito al paese. E scappa dal Parlamento. Noi non vogliamo essere schiavi di un paese straniero senza neanche saperlo L'articolo Le nostre domande al ministro dell’Interno proviene da Democratica .
'Il Ministro dell’Interno ha mentito al paese. E scappa dal Parlamento. Come ha fatto nel caso Diciotti. Non basteranno certo 3 minuti di question Time per spiegare al Parlamento anni di rapporti opachi con la Russia. Queste sono le domande alle quali Salvini ha il dovere di rispondere. 1 – Salvini ha sostenuto di non essere in nessuna relazione con la presenza del Sig. Savoini alla cena offerta dal Presidente Conte a Villa Madama alla presenza del Presidente Putin. E cosi si è dimostrato non essere. La persona è stata invitata su esplicita richiesta del D’Amico della segreteria di Salvini, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del vicepresidente Salvini. Stiamo parlando della sicurezza nazionale del nostro paese. Perché ha mentito su questo punto? 2 – Noi vogliamo capire, conoscere, sapere, quali siano i rapporti che intercorrono tra il Ministro dell’Interno e il Partito Russia Unita, con il quale lo stesso, allora solo segretario della Lega, concluse un protocollo d’intesa nel quale è previsto un partenariato confidenziale tra i due partiti, quali questioni di sicurezza coinvolge questo accordo, ad interrogazione il governo ha risposto in modo totalmente evasivo. Stiamo parlando della sicurezza nazionale del nostro paese. 3 – Qual è il rapporto che lega Salvini a Savoini ? Quando Savoini partecipa con o senza il Ministro a incontri ufficiali o meno in Russia con rappresentanti di quel paese e di quei partiti, lo fa a titolo personale o in sua rappresentanza? 4 – Nel corso di visite ufficiali di Stato in Russia, Il Ministro Salvini chi ha incontrato oltre agli incontri ufficiali resi noti? Stiamo parlando della sicurezza nazionale del nostro paese. 5 – Parlando del problema che più ci sta a cuore, quello della sicurezza nazionale, cosa significano, quale rilevanza hanno i rapporti del Sig. Savoini, che si definisce membro da sempre dello staff di Salvini e Orazio Maria Gnerre? , che stando alle indagini sarebbe tra i reclutatori delle milizie del Donbass peraltro pare in parte addestrati a Milano in un locale palestra. Stiamo parlando della sicurezza nazionale del nostro paese. 6 – Quali sono i rapporti dimostrati tra il Sig Savoini e Malofeev finanziatore della guerra in Crimea e di quella del Donbass?  personaggio inserito nella black list dal Consiglio d’Europa, che avrebbe più volte incontrato Savoini. Stiamo parlando della sicurezza nazionale del nostro paese. 7 – Il ministro Salvini ritiene le affermazioni del sig. Savoini, con cui finalmente ha riconosciuto di avere rapporti da almeno 25 anni, sul superamento del tradizionale sistema di alleanze internazionali del nostro Paese un grave danno all’Italia e di condannarle senza esitazioni? Stiamo parlando della sicurezza nazionale del nostro paese. 8 – Noi vogliamo infine sapere se il Ministro sia a conoscenza;e lo abbiamo già chiesto con formale interrogazione senza risposta, di possibili ingerenze di potenze straniere nella gestione dei dati e delle informazioni sulla rete, e della manipolazione del consenso sul web, con particolare riferimento allo svolgimento di elezioni nel nostro paese e alla conseguente campagna elettorale.Stiamo parlando della sicurezza nazionale del nostro paese. Su tutto questo, noi non chiediamo un tribunale, ad altri, ove lo ravvisino necessario, spetta quel lavoro, noi chiediamo che nel luogo naturale nel quale si svolge e si esplica secondo costituzione il rapporto fiduciario tra cittadini rappresentati dai parlamentari e governo, un Ministro da cui dipende la sicurezza del paese, vena qui a riferire la verità. Ne va della Democrazia e della libertà in questo paese.  Noi non vogliamo essere schiavi di un paese straniero senza neanche saperlo. Stiamo parlando della sicurezza nazionale del nostro paese.   L'articolo Le nostre domande al ministro dell’Interno proviene da Democratica .'

E Salvini ammette: “Conosco Savoini da 25 anni”

Politica Democratica

Grazie al pressing del Pd il vicepremier ha annunciato che andrà in Aula. Delrio lo avvisa: ' Non pensi di cavarsela in due minuti al Question time' L'articolo E Salvini ammette: “Conosco Savoini da 25 anni” proviene da Democratica .
'Inizia a sgretolarsi il muro di bugie sul caso Metropol. I tentativi di sviare l’attenzione e le scuse accampate non sono state sufficienti per archiviare il caso. Questa volta Matteo Salvini dovrà rispondere, grazie all’operato della stampa e al pressing del Pd il ministro dell’Interno ha finalmente accettato di andare in Parlamento per spiegare i fatti. Il pressing dem su Salvini Lui vorrebbe liquidare tutto con due minuti di Question time, ma il capogruppo dem alla Camera Graziano Delrio lo avvisa: “Salvini ha capito che non può scappare dal Parlamento. Bene. Dovrà chiarire le sue responsabilità e non pensi di cavarsela in due minuti al Question time”. Dopo giorni di silenzio da ieri anche il M5s e il premier Conte hanno iniziato a sostenere la necessità che il vicepremier chiarisca in Aula. Il pressing dem continua e il segretario Zingaretti lo ribadisce negli incontri di oggi e domani con i presidenti di Senato e Camera, Casellati e Fico. Il vicepremier ammette e attacca Intanto arrivano le prime ammissioni. Dopo giorni in cui Savoini era fatto passare come un imbucato, in cui nessuno ammetteva di averlo invitato ai summit – addirittura si sono spinti a far credere che fosse stato invitato dai russi – e invece oggi Salvini ammette: “Lo conosco da 25 anni, dai tempi dell’Università statale di Milano. L’ho sempre ritenuto persona corretta e fino a prova contraria continuo a ritenerlo persona corretta. Punto”. E poi attacca: “Mi sembra siano dieci giorni che qualcuno parla del nulla, ognuno occupa il suo tempo come vuole. Hanno assoldato pure James Bond per trovare questi soldi. Sono attaccato da chi governa con me, la mia pazienza non è infinita”. Dopo giorni si sveglia il M5s e attacca Salvini Il riferimento è naturalmente al M5s che dopo giorni di silenzio da qualche ora ha iniziato ad attaccare l’alleato leghista. Di Maio attacca frontalmente: “Chi vuole incontrare i sindacati lo può fare. Quello che però mi dà noia in questo momento è che lo si faccia per sviare da una questione molto più grande che è quella di un vicepremier che secondo me deve andare a riferire in Parlamento sulla questione Russia”. Una dichiarazione che ha scatenato il fuoco di fila grillino, oggi tutti concordi a volere spiegazioni da Salvini. Meglio tardi che mai! L'articolo E Salvini ammette: “Conosco Savoini da 25 anni” proviene da Democratica .'

Quel riferimento di Ursula alla gran liberale Simone Veil

Politica Democratica

Fu la prima donna presidente dell’Europarlamento, liberale, attenta ai diritti civili, libertaria. Oggi tumulata al Panthéon di Parigi L'articolo Quel riferimento di Ursula alla gran liberale Simone Veil proviene da Democratica .
'Ursula von der Leyden nel suo discorso di oggi ha evocato la figura di Simone Veil, presidente dell’Aula di Strasburgo dal 1979 al 1982. “Esattamente 40 anni fa – ha detto la von der Leyen – la prima presidente donna” del Parlamento Europeo “viene eletta e presenta la sua visione di un’Europa più giusta”. E’ anche “grazie a lei” che “quarant’anni più tardi finalmente è una donna la candidata alla presidenza della Commissione”. Un’ideale linea di continuità, quella che ha voluto tracciare von der Leyden. Il riferimento alla Veil in realtà è molto ambizioso. Chi era, Simone Veil (confusa certe volte con la grande filosofa Simon Weil)? È stata forse l’ultima rappresentante di quella scuola politica liberale francese che discende giù per li rami dall’ orleanismo di metà Ottocento antagonista del pensiero reazionario-borbonico e al tempo stesso del tardo giacobinismo protosocialista. Simon Veil infatti fu giscardiana, europeista, riformista, attenta ai diritti delle donne (memorabile la sua battaglia per la legge sull’aborto che infatti si chiamò loi Veil ): forse, forzando la storia, oggi sarebbe con Macron. Il quale molto l’apprezzava, tanto da farla tumulare nel Panthéon parigino dove riposa Voltaire, e si sa che quanto la   panthéonisation sia  privilegio di pochissimi francesi. Donna di gran carattere, la Veil. E non poteva essere sere diversamente per chi aveva conosciuto sedicenne l’orrore di Auschwitz dove le tatuarono sul braccio il numero identificativo 78561. Più volte ministro, con Chirac, Balladur, sempre nel segno di Giscard d’Estaing , Simone Veil venne eletta presidente del Parlamento europeo nel 1979, fino al 1982. Poi guidò a lungo il gruppo liberale a Bruxelles. “L’Unione dell’Europa mi ha riconciliato con il XX secolo”, scrisse. E non v’è dubbio che oggi più di ieri l’Europa sia il grande antidoto ai fantasmi del Novecento. L'articolo Quel riferimento di Ursula alla gran liberale Simone Veil proviene da Democratica .'

Flat Tax o Fake Tax?

Politica Democratica

Costerebbe 70 miliardi ed eliminerebbe le detrazioni esistenti. Risultato? Famiglie monoreddito fino a 20mila euro pagherebbero tasse che oggi non hanno. L'articolo Flat Tax o Fake Tax? proviene da Democratica .
'Nel governo dell’inverosimile ci sta anche che la presentazione della flat tax non la faccia il ministro dell’Economia Tria , ma Salvini , al Viminale, dove ha invitato a illustrare la proposta l’ex sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, indagato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sull’eolico in Sicilia, e definito dal capo leghista come “ uno dei massimi esperti di flat tax “. Al di là degli sgarbi istituzionali e delle modalità sbrigative (, un po’ da caudillo, che caratterizzano l’operato del leader leghista, il problema è che la flat tax sempre di più assomiglia a una fake tax. Oggi, sul quotidiano La Stampa, Alessandro Barbera calcola che la manovra così come illustrata da Siri (un`aliquota unica al 15 percento per tutti i redditi fino a 55mila euro, con l’abolizione di tutte le detrazioni esistenti) è una sorta di mina impazzita: costerebbe 70 miliardi di euro , col rischio che le famiglie monoreddito sotto i 20mila euro lordi, che finora non hanno avuto imposte, grazie alle tre principali detrazioni (per lavoro dipendente, figli a carico, mutuo casa), si ritrovino a pagare tasse che oggi non hanno . Non solo, aggiunge Barbera, ma nel caos Italia, non si riesce nemmeno a capire quanti siano i beneficiari della giungla di detrazioni: “ 636 sconti, di cui 466 statali, altri 170 sulle tasse locali “. L’effettivo, e assai poco considerato, titolare del dicastero economico, Tria , che ne pensa? “ Se c’è una cosa su cui sono d’accordo – ha detto a Rete 4 – è la flat tax ma bisogna saperla fare “. Cosa di cui non è convinto Tommaso Nannicini , senatore dem, che ha twittato: “ Il problema è il contenuto della scelte economiche della Lega: via TUTTE le detrazioni, comprese quelle su lavoro dipendente e figli a carico, per fare la loro ingiusta e costosa flat fax. Zero su scuola, salute, investimenti “. Anche per il senatore Pd Edoardo Patriarca questa “ ennesima versione della flat tax” non ha senso: “Qui si fa il gioco delle tre carte, perché la Lega non ha la minima idea di quale riforma fiscale portare avanti. E soprattutto non ha la minima idea di dove prendere i soldi “. L'articolo Flat Tax o Fake Tax? proviene da Democratica .'

Zingaretti: “Non daremo tregua a Salvini”

Politica Democratica

Savoini e Salvini stessa strategia: il primo non risponde ai pm, il secondo evita il Parlamento. Oggi il segretario Pd e il capogruppo dei senatori dem Andrea Marcucci incontrano la presidente del Senato. L'articolo Zingaretti: “Non daremo tregua
'“ Sia chiaro, noi non daremo tregua a Salvini finché lui o Conte non verranno in Parlamento a riferire  nella sede propria la loro versione “. Nicola Zingaretti va diritto al problema: un ministro che rifiuta di rendere conto ai rappresentanti del popolo, che evita le istituzioni democratiche, che non risponde su fatti gravissimi. Nell’intervista di Stefano Capellini al segretario dem, pubblicata su Repubblica, si torna più volte su questo punto: “ Salvini – spiega Zingaretti – ha anche negato di aver fatto invitare Savoini nelle delegazioni ufficiali ma è  stato smentito da Palazzo Chigi. Davvero credono che si possa discutere in Parlamento un decreto sicurezza promosso da un ministro che dice bugie? “. Prosegue il segretario PD: “ Non ha avuto nemmeno il buon gusto di dire che, soldi o no, Savoini in quel nastro dice cose gravissime. La strategia di Salvini è sempre la fuga. Da bravo illusionista ogni volta droga il dibattito pubblico con dibattiti surreali – le ong, i mini-bot, i rom -rimuovendo i problemi veri sul tappeto. Ma stavolta non funzionerà e sa perché? ” Perché? “ Non so se il governo cadrà per il Russia-gate. Ma so che Di Maio e Salvini devono andare a casa perché hanno fallito e tradito gli italiani. Il governo è sorretto da una maggioranza numerica unita solo dalla paura di lasciare il potere. Per il resto nulla. Non dico una visione comune, ma nemmeno un programma. Ormai si litiga su tutto: fisco, sicurezza, autonomia e regionalismo, cantieri. I due vicepremier dopo aver negato per settimane l`esigenza di una manovra correttiva per evitare la procedura d`infrazione, erano assenti dalla riunione del Cdm che l`ha varata. Avevano paura di ammettere che i conti sono saltati e la crescita si è fermata. C`è un rischio molto concreto che la contropartita per evitare l`aumento dell`Iva possa essere un massacro dei servizi pubblici essenziali con netti tagli alla scuola e alla sanità” . Fughe e silenzi La scelta che sembra accomunare Savoini sul versante giudiziario e Salvini su quello politico, sembra essere quella del silenzio . Gianluca Savoini, infatti, ieri ha scelto di non rispondere , di fronte all’accusa di corruzione internazionale rivoltagli dalla Procura di Milano. Ricordiamo che il leghista presidente dell’associazione LombardiaRussia con sede nel quartier generale del Carroccio di via Bellerio, è indagato nell’inchiesta con al centro una registrazione di poco più di un’ora su una presunta trattativa all’hotel Metropol di Mosca per far arrivare nelle casse della Lega 65 milioni di dollari, attraverso una compravendita di petrolio a prezzo scontato. Sconto, stando all’audio, che doveva servire anche a girare una parte del denaro a funzionari russi. Un’indagine, entrata nella fase calda di interrogatori e audizioni, che sta mettendo in difficoltà la Lega di Matteo Salvini e di conseguenza il Governo, e su cui la Procura di Milano vuole mantenere un riserbo assoluto. L’interrogatorio di Savoini – in una caserma della Guardia di Finanza, lontano dal Tribunale – è così durato giusto il tempo di verbalizzare col legale Lara Pellegrini la scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere. Nuovi interrogatori, l’inchiesta sul Russiagate va avanti Nel frattempo, anche sulla base di rivelazioni sui media, sembra destinata ad allungarsi la lista delle persone da ascoltare nell’inchiesta del procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e dei pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro, condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf. Dopo Savoini pare atteso davanti ai pm anche Gianluca Meranda , avvocato con simpatie per il Carroccio che dice di aver incontrato in occasioni pubbliche Salvini e che nei giorni scorsi, con una lettera a Repubblica, ha rivelato di essere il “ banchiere Luca “, ossia uno dei due italiani che erano con Savoini di fronte ai russi. Tra le persone da sentire probabilmente anche Claudio D’Amico , “ consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale ” di Salvini. D’Amico che, come spiegato da Palazzo Chigi, tramite “l’Ufficio di vicepresidenza” avrebbe “sollecitato” l’invito di Savoini al Forum Italia-Russia . Salvini evita il Parlamento Anche la strategia di Matteo Salvini è quella di non rispondere. Il Pd lo vuole in Aula a riferire sulla vicenda e i parlamentari dem hanno già avviato tutte le procedure formali affinché il ministro dell’Interno si presenti in Parlamento. In base ai regolamenti e alla prassi consolidata, sta proprio al titolare del Viminale rispondere e indicare un giorno in cui svolgere l’informativa. Al momento, però, Salvini non sembra intenzionato a presentarsi davanti a deputati o senatori per fornire la sua versione dei fatti. Intanto oggi, alle ore 19, il segretario del Pd Zingaretti , e il capogruppo dem a Palazzo Madama, Andrea Marcucci , incontreranno la presidente del Senato, Elisabetta Casellati . L'articolo Zingaretti: “Non daremo tregua a Salvini” proviene da Democratica .'

Se la flat tax viene discussa al Viminale

Politica Democratica

Il brutto pasticcio dell’incontro con le parti sociali: Salvini le convoca per parlare della Legge di Bilancio. L'ira di Conte e Di Maio L'articolo Se la flat tax viene discussa al Viminale proviene da Democratica .
'C’è una forte e irrituale ambiguità in quello che è accaduto oggi al Viminale. Salvini ha convocato un incontro con le parti sociali nel quale si è parlato della manovra finanziaria del governo, un provvedimento che dovrebbe essere pensato e scritto in tutt’altro luogo. E soprattutto, per parlare di flat tax, all’incontro ha partecipato il responsabile economico della Lega Armando Siri, in qualità di politico visto che non ha più alcun incarico nell’Esecutivo gialloverde. Purtroppo nella gran confusione del governo accade anche questo. Nelle stanze del Viminale invece di parlare di sicurezza si anticipano alle parti sociali dettagli importanti sulla prossima Legge di Bilancio, senza condividere la scelta con la maggioranza politica che forma il governo, e soprattutto tenendo all’oscuro il presidente del Consiglio. E i sindacati avrebbero forse potuto evitare di prestarsi a un gioco così squisitamente politico. Perché di questo si tratta, di un gioco tutto politico che non ha certo contorni istituzionali. L’intento di Salvini è stato chiaro: comunicare ai quattro venti che sarà lui a dettare la linea della manovra finanziaria. Oggi ha vestito i panni da politico leghista (quando mai li ha tolti entrando al Viminale?) e ha lanciato il messaggio: se non verranno abbassate le tasse, la colpa sarà di Conte e dei Cinque Stelle. Ma la pagliacciata di oggi (così l’ha definita il segretario Dem Nicola Zingaretti) lascerà sicuramente una grave frattura all’interno della maggioranza e non farà altro che aumentare la distanza (già fredda) tra il leader leghista e il premier Conte. Al punto che le reazioni non sono tardate ad arrivare. Da una parte Conte ha punzecchiato il suo vice parlando di “scorrettezza istituzionale” e ricordando le proprie prerogative: “La manovra viene fatta qui con il ministro dell’Economia e tutti i ministri interessati. Non si fa altrove, non si fa oggi, e i tempi li decide il presidente del Consiglio e non altri”. Dall’altra le parole di Di Maio, che invece di attaccare frontalmente il leader leghista, si è scagliato soprattutto contro le parti sociali, ree di aver presenziato a quell’incontro: “Se i sindacati vogliono trattare con un indagato per corruzione messo fuori dal governo, invece che con il governo stesso – ha minacciato il capo grillino – lo prendiamo come un dato. E ci comportiamo di conseguenza”. Poi la stoccata anche a Salvini: “Per quanto mi riguarda, basta recite, pensiamo a governare!”. Ma come si può arrivare a minacciare i sindacati solo perché presenti all’incontro (probabilmente nemmeno sapevano ci fosse Siri)? Che significato ha la minaccia: “ci comporteremo di conseguenza”? Vorrà dire che da oggi in poi il ministero del Lavoro non dialogherà più con le parti sociali? La verità è che l’intero governo sembra aver perso completamente la bussola. Stiamo assistendo a continue distrazioni che nascondono tutto ciò che non va, a partire dall’affaire fondi alla Lega. Con un pessimo risultato: il calpestare in maniera indegna e indecorosa le istituzioni del nostro Paese. L'articolo Se la flat tax viene discussa al Viminale proviene da Democratica .'

Il ministro risponda agli italiani in Parlamento

Politica Democratica

Perché Salvini scappa dal Parlamento? Dovrebbe essere il primo, avendo la certezza della correttezza dei suoi comportamenti, a volere una discussione pubblica L'articolo Il ministro risponda agli italiani in Parlamento proviene da Democratica .
'Sull’affaire dei presunti fondi neri russi alla Lega sappiamo che fino ad ora Salvini ha raccontato bugie e che il ministro scappa dal Parlamento. Preoccupa, ma non sorprende, il rifiuto di Salvini a presentarsi dinanzi alle Camere per chiarire le sue responsabilità sulla vicenda. Non sorprende per due semplici ragioni. Perché, come già visto con il “caso Diciotti”, il ministro è solito scappare dai luoghi deputati ad accertare fatti e responsabilità (in quel caso con lo zelante soccorso dei cinquestelle, chissà questa volta). E, seconda ragione, perché questa destra illiberale ritiene il Parlamento poco più di un orpello, un fastidioso ingombro posto sulla strada del rapporto diretto tra il capo ed il popolo se non l’ennesimo palcoscenico – l’abbiamo visto di recente nel question time alla Camera – per scomposte piazzate. Ma se questa è l’opinione di Salvini e, fino ad ora, dei suoi alleati non è né sarà mai la nostra. Perciò, oltre a depositare la proposta di una Commissione d’inchiesta, pretendiamo che il ministro dell’Interno e vicepremier la smetta di fuggire e di cavarsela con battute a margine dei suoi comizi e di video sui social e abbiamo chiesto ai presidenti delle Camere di non avallare questa mortificazione del Parlamento dinanzi ad un evento di inaudita gravità. Di quale “centralità del Parlamento” potrebbero più parlare se, non dando ascolto alla richiesta che viene da deputati e senatori, acconsentissero che di fondi neri da uno stato estero ad un partito di governo e di promesse di mutamenti nella strategia internazionale dell’Italia si discutesse dappertutto tranne che nelle aule parlamentari? Fico e Casellati, in questa vicenda, hanno un ruolo di estrema rilevanza e auspico davvero che non ci venga opposta una interpretazione burocratica del regolamento e delle procedure. Perché Salvini scappa dal Parlamento? Dovrebbe essere il primo, avendo la certezza della correttezza dei suoi comportamenti, a volere una discussione pubblica, un confronto politico nella sede più politica che c’è in democrazia, il Parlamento. C’è qualcuno come questo Savoini (su cui pure ha mentito come attestato dalla nota di Palazzo Chigi relativa alla cena ufficiale con Putin del 4 luglio scorso) che ha tradito la sua fiducia, ha millantato, ha usato il nome del capo leghista e della Lega per fini personali? Venga a dirlo alle Camere e non tra una salamella ed un cambio di felpa. E c’è di più. Può il ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio tacere dinanzi a notizie su presunti affari con uno Stato estero in conflitto con l’Unione europea per le sanzioni da questa comminate e in competizione con le tradizionali alleanze internazionali del nostro Paese che hanno allarmato cancellerie e diplomazia internazionale? C’è già chi vede il dispiegarsi di una sorta di “cordone sanitario” attorno all’Italia, il montare di una diffidenza sulla condivisione di informazioni e dati sensibili sulla sicurezza e la collaborazione tra governi e ministeri. Può allora Salvini continuare a tacere? Si ricordi che non è solo un capo partito: lui svolge delicatissime funzioni all’interno del governo, quel governo che vive proprio grazie ai voti del suo partito. Scappare dal Parlamento equivarrebbe, dunque, anche a rifiutarsi di diradare le ombre che “l’intesa del Metropol” ha allungato sulla nostra politica estera e sulla direzione di marcia che il governo intende assumere dinanzi ai grandi dossier internazionali e a nessuno può sfuggire quanto tutto ciò possa danneggiare il nostro Paese. L'articolo Il ministro risponda agli italiani in Parlamento proviene da Democratica .'

Bugie russe

Politica Democratica

Il vicepremier leghista nega, ma i fatti raccontano unaltra verità. E Savoini ammette: 'Sono membro da sempre dello staff di Matteo Salvini'. L'articolo Bugie russe proviene da Democratica .
'La scuola è quella: negare, negare, e ancora negare. Sempre, fino all’inverosimile. Fino ad arrivare a dire che Ruby è la nipote di Moubarak. Berlusconi a Salvini qualcosa deve avere pur insegnato in anni di frequentazioni, e così il leader leghista non si fa troppi problemi a negare tutto o, più semplicemente, a non rispondere. Come nel caso di Arata, lo ricordate? Anche quella volta Salvini sostenne di non sapere chi fosse, poi si venne a sapere che aveva scritto parte del programma della Lega e che il figlio lavorava con Giorgetti, il numero due della Lega salviniana. O come per i 49 milioni di euro da restituire agli italiani e spariti nel nulla. Non parlo, non vedo, non sento L’11 luglio scorso la portavoce di Salvin i dichiara che “ L’associazione Lombardia-Russia non ha nulla a che vedere con la Lega. Gianluca Savoini non ha mai fatto parte di delegazioni ufficiali in missione a Mosca con il ministro. A nessun titolo. Né a quella del 16 luglio 2018, né a quella del 17 e 18 ottobre dello stesso anno. Quanto poi alla foto scattata alla cena di gala offerta dal premier Giuseppe Conte al presidente Putin il 4 luglio scorso, Savoini non figurava tra gli invitati del ministro dell’Interno né, a quanto ci risulta, tra quelli della presidenza del Consiglio. In ogni caso, nessuno parla a nome del ministro. Il ministro parla per sé ”. Il 13 luglio, come riporta l’agenzia Ansa, Salvini si difende così, parlando di Savoini: “ Che ne so cosa ci facesse al tavolo? Chiedetelo a lui. Faccio il ministro dell’Interno e preferisco occuparmi di cose serie. Questa inchiesta è ridicola “. Il 16 luglio 2018 Savoini “non ha mai fatto parte di delegazioni ufficiali”? Falso. Il 16 luglio 2018 Gianluca Savoini era a Mosca nella sala delle riunioni del Ministero del’Interno della Federazione Russa, dove la delegazione istituzionale italiana, guidata proprio da Matteo Salvini, incontrò i rappresentanti russi, tra cui il ministro dell’Interno russo Vladimir Kolokoltsev. Lo stesso Salvini su Twitter postò una foto dove c’è Savoini tra i rappresentanti della delegazione italiana (è il primo a sinistra). “Savoini non figurava tra gli invitati del ministro dell’Interno” alla cena con Putin a Villa Madama il 4 luglio 2019? Falso. Lo stesso presidente del Consiglio Conte è intervenuto, con una modalità non proprio usuale, per smentire il suo ministro dell’Interno. Scrive Palazzo Chigi: “ Un doveroso chiarimento. Continuano a pervenire alla presidenza del Consiglio richieste di informazioni sulla presenza del signor Gianluca Savoini alla cena che si è tenuta a Roma, a Villa Madama, la sera dello scorso 4 luglio, in onore del Presidente Putin. Come già anticipato, il presidente del Consiglio non conosce personalmente il signor Savoini “. Conclude e chiarisce la nota: “(…) Dopo aver compiuto tutte le verifiche del caso, si precisa che l’invito del sig. Savoini al Forum è stato sollecitato dal sig. Claudio D’Amico, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del vice presidente Salvini , il quale, tramite l’ufficio di vice presidenza, ha giustificato l’invito in virtù del ruolo dell’invitato di presidente dell’Associazione Lombardia-Russia e ha chiesto ai funzionari del Presidente del Consiglio di inoltrarla agli organizzatori del Forum ”. “L’associazione Lombardia-Russia non ha nulla a che vedere con la Lega”. Falso. L’ associazione Lombardia-Russia ha la sede nello stesso immobile della Lega, e già questo basterebbe a chiedersi quali contatti ci siano tra associazione e movimento politico, ma la conferma di un ruolo importante di Savoini nelle attività politiche di Salvini arriva proprio dalla sua presenza costante in ogni occasione in cui l’attuale vicepremier incrocia gli affari russi (e non solo). Nell’ottobre 2014 la rivista russa International Affairs pubblica un’intervista a Salvini in cui si fa riferimento a una missione della Lega a Mosca, tra il 10 e il 15 ottobre, col compito di “ ridurre le conseguenze della mossa russa in risposta al via libera da parte dell’Italia alle sanzioni contro Mosca “. Salvini, secondo quanto scrive la rivista, a una domanda sull’esito della visita, risponde così: “ La visita ha avuto più successo di quanto potessimo aspettarci. Il nostro lavoro è stato quello di rafforzare i contatti costruiti nei mesi scorsi dai miei rappresentanti ufficiali Gianluca Savoini e Claudio D’Amico “. Capito? Savoini e D’Amico , quest’ultimo il consigliere di Salvini che ha sollecitato Palazzo Chigi a invitare Savoini alla cena con Putin a Roma lo scorso 4 luglio. L’interrogazione del Pd su Savoini: che ci fa in una riunione riservata? Ritorniamo alla foto del 16 luglio 2018. La parlamentare Pd Alessia Morani presenta una interrogazione per chiedere “ quali motivazioni hanno giustificato la presenza a Mosca del presidente di un’associazione politica collaterale alla Lega come ‘Lombardia Russia’, durante la riunione ufficiale tra i ministri degli Interni russo e italiano su un tema cruciale e riservato quale quello della cyber-sicurezza? “. Il presidente è, appunto, Savoini . Antonio Rapisarda, giornalista del Tempo , il 18 luglio 2018, scrivendo a proposito dell’interrogazione della Morani, definisce Savoini “ giornalista, analista e storico collaboratore del leader della Lega sui temi della politica estera e della Federazione Russa” (e non risulta che Salvini lo abbia mai smentito…). “Membro da sempre dello staff di Matteo Salvini”. Parola di Savoini Interpellato dal Tempo, la risposta di Savoini è da incorniciare. Rapisarda ci informa che Savoini risponde “ divertito “: “ Ho partecipato in quanto Gianluca Savoini, iscritto alla Lega dal ‘91, membro da sempre dello staff di Matteo Salvini […]”, dunque non come Presidente dell’Associazione Lombardia-Italia “ma in quanto componente della delegazione composta da personale non solo del Ministero”. Savoini conclude dicendo “conosco bene le vicende che riguardano la Russia e, come ho sempre fatto continuo ad aiutare Salvini ad avere dei contatti […] ”. Quindi, sulla parola di Savoini, noi apprendiamo due circostanze che oggi sono dirimenti per chiarire cosa sia successo all’hotel Metropole di Mosca. Primo, Savoini, per sua stessa ammissione, era a Mosca nella riunione riservatissima fra ministri dell’Interno, non come presidente di Lombardia-Russia ma come “ membro da sempre dello staff di Salvini “. Secondo, Savoini conosce bene le vicende russe e, come sempre ha fatto, aiuta Salvini ad avere contatti . L'articolo Bugie russe proviene da Democratica .'

Pd: Salvini subito in Parlamento. Russiagate, Governo diviso

Politica Democratica

Zingaretti: Il governo riferisca con urgenza alle Camere. Gentiloni: Chi dice falsità non può fare il ministro dell'Interno di un grande Paese democratico. L'articolo Pd: Salvini subito in Parlamento. Russiagate, Governo diviso proviene da
'Siamo solo all’inizio. Il Russiagate , lo scandalo internazionale che vede coinvolta la Lega di Salvini, sollevato dall’Espresso e dal sito di informazione online Buzzfeed , potrebbe aprire nuovi, preoccupanti scenari. Gli audio dell’incontro segreto del 18 ottobre all’Hotel Metropole di Mosca tra Savoini, altri italiani (fra i quali l’avvocato Gianluca Meranda, come rivelato da lui stesso al quotidiano La Repubblica) e un gruppo di interlocutori russi, rivelano contesti inquietanti: si gioca con l’economia per pagare la politica. Si parla di sconti su un certo quantitativo di greggio russo da vendere a imprese italiane e il risparmio andrebbe a finanziare la Lega con circa 60milioni. Per quel summit moscovita, Savoini è ora indagato dai pm della Procura di Milano per corruzione internazionale. Governo diviso. Conte smentisce Salvini Il Russiagate logora anche il governo. Non che ce ne fosse particolare bisogno, ma questa volta si è arrivata a una smentita ufficiale del premier Conte alle dichiarazioni di Salvini. Savoini , infatti, non era presente soltanto nell’ottobre 2018 al Metropole di Mosca, ma anche a un incontro istituzionale come il Forum Italia-Russia del 4 luglio a Villa Madama a Roma. Chi lo ha invitato? Matteo Salvini si è affrettato a smentire: “ Savoini non era invitato dal ministero dell’Interno ” né a Mosca nell’ottobre 2018 né a Villa Madama nell’incontro bilaterale con Putin del 4 luglio scorso. Sarà vero? Secondo il presidente del Consiglio Conte , no, non stanno così le cose. Con un gesto piuttosto inusuale – che in altre epoche politiche avrebbe significato una immediata crisi di governo – il primo ministro ha diffuso una nota che smonta la ‘difesa’ del vicepremier leghista, addossando a un consigliere di Salvini la responsabilità di far partecipare Gianluca Savoini al Forum Italia-Russia, insieme con Putin e Conte. Nella nota di Palazzo Chigi si precisa che, “ dopo aver compiuto tutte le verifiche del caso ” sul perché Gianluca Savoini, presidente dell’associazione culturale Lombardia-Russia, abbia partecipato al Forum Italia-Russia, l’invito di Savoini al Forum con Putin e Conte “ è stato sollecitato ” da Claudio D’Amico, che è consigliere del vicepresidente Salvini. Nella nota si rimarca che la cena è stata sì “ offerta dal Presidente Conte “, che però non ha provveduto personalmente a stilare la lista dei presenti. Inoltre, “ il presidente del Consiglio non conosce personalmente il signor Savoini ” e l’evento era stato organizzato dall’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi). E l’Ispi che dice? Anche l’istituto ha preso le distanze: “ Neanche Ispi conosce Savoini (siamo in tanti) – ha scritto su Twitter il direttore Paolo Magri – Ma qualcuno può credere in buona fede che Ispi decida autonomamente chi invitare ad un ristretto bilaterale più cena di governo con Putin? “ . Nella serata di ieri, il primo ministro Conte ha ulteriormente precisato: “ Ho fiducia nel mio ministro Salvini ma dobbiamo trasparenza e per quanto mi riguarda ho reso un chiarimento che ho ritenuto doveroso “. Ha puntualizzato che non è a rischio la tenuta del governo, “ perché Savoini non ha mai avuto incarichi di governo “, ma ha aggiunto che lascia “ alla magistratura il compito di investigare “. La smentita di Conte a Salvini si aggiunge alla richiesta di chiarimenti che arriva dall’alleato pentastellato. Su Facebook Di Maio ha scritto: “ Quando il Parlamento chiama, il politico risponde, perché il Parlamento è sovrano “. Il riferimento è ovviamente al rifiuto di Salvini di riferire in Aula. I “rappresentanti ufficiali” di Matteo Salvini Rimane da sottolineare come, qualche anno fa, nel 2014, lo stesso Matteo Salvini definì Savoini e D’Amico suoi “ rappresentanti ufficiali “. Siamo nell’ottobre 2014 e la rivista russa International Affairs pubblica un’intervista a Salvini in cui si fa riferimento a una missione della Lega a Mosca, tra il 10 e il 15 ottobre, col compito di “ ridurre le conseguenze della mossa russa in risposta al via libera da parte dell’Italia alle sanzioni contro Mosca “. Salvini , secondo quanto scrive la rivista, a una domanda sull’esito della visita, risponde così: “ La visita ha avuto più successo di quanto potessimo aspettarci. Il nostro lavoro è stato quello di rafforzare i contatti costruiti nei mesi scorsi dai miei rappresentanti ufficiali Gianluca Savoini e Claudio D’Amico “. Zingaretti: Il governo riferisca alle Camere “ Le vicende che riguardano il ministro dell’Interno Salvini diventano ogni ora più gravi “: accusa Nicola Zingaretti , che ieri ha contatto telefonicamente i presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, chiedendo che il governo sia chiamato a riferire alle Camere, perché “ ci vuole trasparenza assoluta “. Il segretario dem ha richiesto un “ incontro urgente per garantire che nelle sedi parlamentari ci sia immediatamente la possibilità di ascoltare il Governo ” su quanto sta accadendo. Oggi Zingaretti sentirà nuovamente i presidenti delle Camere. Pd: Salvini non può fare il ministro dell’Interno Subito dopo il comunicato della presidenza del consiglio, è intervenuto con un tweet anche il presidente del Pd Paolo Gentiloni , chiedendo le dimissioni di Salvini: “ Chi dice falsità per coprire truffe e truffatori non può fare il ministro dell’Interno di un grande Paese democratico “. Gentiloni, in una intervista pubblicata oggi dalla Stampa , osserva che in Salvini, “ è abbastanza evidente il riferimento culturale al modello Putin. Un modello di democrazia autoritaria che Putin stesso ha descritto in modo molto efficace in una recente intervista al Financial Times “. “ Non vorrei – aggiunge Gentiloni – che Salvini abbia l’illusione, alla maniera di Erdogan, che l’immagine di uomo forte sia sufficiente per conquistare la simpatia di Trump “. Per il deputato dem Michele Anzaldi , “ il Pd dovrebbe presentare subito una mozione di sfiducia “, mentre Pietro Bussolati , della segreteria nazionale dem, mette nel mirino anche Claudio D’Amico : “ È intermediario di Salvini e anche assessore a Sesto San Giovanni, e nel 2016 ha dichiarato redditi per 5 mila euro . Il Pd ha chiesto più volte di chiarire la sua posizione senza esito. La nostra sicurezza nazionale non può essere nelle mani di una persona ricattabile Chiarisca o le dimissioni sono inevitabili e il primo a doverle chiedere è il presidente del Consiglio Conte! “. L'articolo Pd: Salvini subito in Parlamento. Russiagate, Governo diviso proviene da Democratica .'

Zingaretti: “Pd unica alternativa, ora cambiamo tutto e basta divisioni”

Politica Democratica

La relazione del segretario all'Assemblea Pd: 'Il regime correntizio soffoca tutto, serve una rivoluzione' L'articolo Zingaretti: “Pd unica alternativa, ora cambiamo tutto e basta divisioni” proviene da Democratica .
'Inizia con l’analisi sulle nomine europee la relazione introduttiva del segretario Nicola Zingaretti all’Assemblea nazionale del Partito democratico. Il numero uno del Pd rivendica con orgoglio le nomine per le figure apicali del Parlamento europeo, quasi tutti dem, e chiede l0’applauso della sala per David Sassoli nuovo presidente dell’Europarlamento: “Solo alcune settimane fa i leader nazionalisti italiani ed europei parlavano e urlavano nelle piazze d’Europa, annunciando il trionfo di una coalizione che avrebbe distrutto le istituzioni europee. Ora nessuno vuole sottovalutare la forza elettorale di questi movimenti, ma a chi era certo di vincere e detto bugie non possiamo che rispondere con un sorriso. Era pura propaganda e salutiamo con un applauso il nuovo presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli”. Zingaretti passa poi all’analisi politica: “Dobbiamo avere fiducia, nulla è prestabilito. Abbiamo fatto un primo passo, ma ora vogliamo fare la storia. Il Pd è l’unica alternativa credibile a questa deriva italiana. Ringrazio i candidati che hanno lottato e vinto nelle amministrazioni locali, e ringrazio coloro che non ce l’hanno fatta per il loro generoso sforzo”. “Ora – continua il segretario dem – è il momento di costruire insieme l’alternativa. Dobbiamo imporre un’altra agenda, è questo il nostro compito. Dobbiamo combattere ed essere vicini ai giovani, alla classe operaia, a chi si sente emarginato, a chi ha paura del futuro. Ora vogliamo aprire un processo nuovo, una fase nuova, un secondo atto della rigenerazione del Pd “. L’attacco alla Lega che per il segretario produce “discriminazione e differenza”, e le politiche che sta portando avanti in primis Quota100 che “peserà sulle generazioni future”. “La destra è stata più brava di noi – sostiene Zingaretti – a rappresentare la protezione di cui ha bisogno una fascia sociale ampia, ma nello stesso tempo, la tradisce. Dobbiamo denunciare questa contraddizione. Ma è la vecchia destra che torna, magari con linguaggi nuovi, ma con il pugno di ferro rappresenta interessi dominanti, pensiamo al caso della Sea Watch”. Il segretario dem espone la sua ricetta per battere la destra: “Guardare in faccia a questa destra è il modo migliore per sconfiggerla. La Lega va colpita nel suo nucleo più contraddittorio e fragile, Salvini nasconde gli interessi che difende, quelli dei ceti più ricchi. Vincono perché meglio di noi hanno assunto, anche con proposte velleitarie, la difesa degli italiani che hanno paura del futuro, ma al tempo stesso tradiscono gli italiani . Dobbiamo spezzare questo equivoco, questa contraddizione, per tornare con i piedi per terra, per tornare a vincere. Basta timidezze, dobbiamo andare al fondo delle debolezze di Salvini”. Ai cinquestelle l’accusa del segretario dem è quella di essere la stampella del leader leghista: “Salvini vuole la Flat tax che non porta benefici ai redditi bassi, è indifferente al fatto che quota 100 è una pugnalata alle spalle alle nuove generazioni. I 5 stelle stanno perdendo l’anima, sono diventati una amara stampella che sorregge un progetto che non è il loro. Sta a noi svolgere una funzione democratica, non essere subalterni. L’agenda vera ce la detta l’istruzione, come ci hanno dimostrato drammaticamente i test invalsi”. E poi i punti su cui il Pd lavorerà per costruire l’alternativa, che sarà costruita sulle idee a partire da lavoro, scuola e formazione. E per questo annuncia la Costituente delle idee, chiamando “il Paese a discutere delle idee e delle proposte. L’agenda che proponiamo è fatta dai professionisti, dagli imprenditori, dai lavoratori in cassa integrazione che prendono 28 euro al mese”. Zingaretti traccia le linee programmatiche su cui lavorare per costruire l’alternativa, a partire da fisco e lavoro: “Vogliamo un nuovo sistema fiscale: altro che Flat tax. La prima riforma fiscale deve riguardare il mondo del lavoro : giù le tasse sui salari dei lavoratori italiani a cominciare da quelli più bassi. Non la tassa piatta ma maggiore giustizia”. La green economy è uno dei punti principali per il segretario dem che lancia il green new deal: “Vogliamo destinare 50 miliardi, riprogrammando il Fondo Investimento amministrazione centrali, a un fondo “verde” per iniziare un ‘ green new deal’ italiano per investimenti pubblici verdi nei territori e in particolare nelle aree interne del paese per creare lavoro benessere. Le stime di Unioncamere sui green jobs da qui al 2023 spiegano come a trainare la domanda di lavoro delle imprese sarà la filiera dell’ecosostenibilità. Parliamo di centinaia di migliaia di addetti – dice – richiesti dalla riorganizzazione verde dei processi produttivi: l’esperto in gestione dell’energia, l’istallatore di nuovi impianti a basso impatto green manager per enti locali e imprese ambientale e potrei continuare”. E continua: “Parità di stipendio tra donne e uomini e un maggiore protagonismo delle donne, più sicurezza e protezione nelle nostre città, più attenzione ai giovani, un grande piano per la sanità pubblica. Così facciamo ripartire l’Italia, da oggi tante proposte saranno online”. Sui diritti umani parla chiaramente di “una battaglia culturale ed etica: noi saremo sempre dove si difendono i diritti umani. Serve una politica per promuovere una risposta europea, riscrivendo Dublino, rafforzando la politica di sicurezza e difesa. Una nuova politica di cooperazione verso l’Africa. Quindi contrastare l’illegalità: apriamo una battaglia contro la legge Bossi-Fini che va abrogata “. Nella seconda parte il segretario dem parla del partito, un partito che deve essere unito: “Tutti in campo per aprire il confronto con il Paese, in ogni città organizziamo incontri aperti e tematici, oltre a quelli delle feste. cerchiamo le persone, chiamate le associazioni, organizziamo i comitati, creiamo comunità, usiamo la ricchezza del pluralismo interno per confrontarci sul futuro e non più per litigare sul passato. Dobbiamo cambiare tutto: così non si può andare avanti, basta arcipelago dove si esercita il potere, con un regime correntizio che soffoca tutto . Ci sono realtà territoriali feudalizzate, c’è ancora patrimonio di militanti prezioso. Serve una rivoluzione o non ce la facciamo”. Sulla riforma del partito Zingaretti fissa una dead line per terminare la discussione: “Abbiamo chiesto a Martina di chiedere una commissione per la modifica dello Statuto. Sarà una commissione di ascolto, di studio e di proposta. Propongo di arrivare a novembre . Diamoci dei tempi certi per arrivare a una decisione. Dico no al modello Salvini : il comando assoluto di una persona è la premessa della sua solitudine e della sua sconfitta: credo a un partito che sopravviva ai suoi leader. Serve un partito radicalmente nuovo, una comunità organizzata. Vi propongo di non attendere l’esito della Commissione Statuto ma sperimentare subito nuovi livelli di organizzazione territoriale, di ‘punti Pd’, registrati in una nuova piattaforma, e iniziare al lavorare nelle scuole, nei luoghi di lavoro. Muoviamoci, andiamo avanti con una piattaforma di idee e contenuti per aggregare forze nuove, la differenza tra noi e loro è che noi non ci limitiamo a dirlo ma lo facciamo. Cambiamo e facciamolo insieme, le persone chiedono a noi del Pd di essere uniti.  Noi siamo il partito della sostenibilità ambientale e sociale, che ama l’Italia e vuole salvarla dalla spregiudicatezza di chi la sta governando”. Una parentesi Zingaretti la dedica alla cronaca di questi giorni sui rapporti Russia- Lega : “Credo sia giusto attendere, la magistratura farà la sua parte, ma a leggere la registrazione non sono i fondi il punto: s i profila una strategia politica ben precisa, con due piani che rinnegano l’intera strategia italiana del dopoguerra . Un primo livello che prevede la distruzione delle istituzioni europee, con l’alleanza con destre vecchie e nuove, che collaborano con la Lega per superare il rapporto con l’Ue. E sempre in quelle parole si delinea il superamento della collocazione nella Nato dell’Italia. L’Italia sta diventando inaffidabile, un Paese senza un solido sistema di alleanze e quindi più insicuro, esposto alle scorrerie di troppi operatori globali. Noi siamo quelli che vogliono che nessuna potenza straniera condizioni la nostra vita democratica. Siamo una forza europeista e patriottica”. Poi annuncia che a “settembre ci sarà la nuova piattaforma online del partito. Mentre dall’8 al 10 novembre terremo a Bologna una Convention per l’alternativa”. E chiude con un messaggio chiaro: “Occorre crescere e occorre farlo tutto insieme e non divisi nei gruppi o sottogruppi. Noi non abbiamo la presunzione di saturare ogni spazio politico. Vogliamo costruire un’alleanza . Vogliamo spingere anche altri a costruire anche forze politiche, ma non riduciamo tutto a termini nominalistici. Non bastano a organizzare il consenso. Parliamo della vita, non del Grande Fratello. Aggreghiamo e non dividiamoci “.   L'articolo Zingaretti: “Pd unica alternativa, ora cambiamo tutto e basta divisioni” proviene da Democratica .'

Nel 2014 Salvini definì Savoini suo “rappresentante ufficiale”

Politica Democratica

Nell’intervista Matteo Salvini descrive il suo rapporto con Gianluca Savoini L'articolo Nel 2014 Salvini definì Savoini suo “rappresentante ufficiale” proviene da Democratica .
'La storia di Savoini l’imbucato fa acqua da tutte le parti. Volendo dare credito alle spiegazioni ufficiali, Gianluca Savoini era alla cena di Stato a Villa Madama offerta da Conte al presidente russo Vladimir Putin lo scorso 4 luglio non si sa come e perchè. Insomma nessuna fornisce spiegazioni sul presidente dell’Associazione Culturale Lombardia Russia, indagato dalla procura di Milano nell’inchiesta per corruzione internazionale, intercettato – come ha svelato BuzzFeed – il 18 ottobre nel lussuoso hotel Metropol di Mosca mentre negoziava con altre 5 persone, tre russe, un finanziamento da 65 milioni di euro derivanti dal petrolio russo per la campagna elettorale della Lega. Ma emerge un nuovo viaggio, sempre in  Russia, dove era presente anche Salvini. Erano passati pochi mesi da quando l’Unione europea aveva annunciato nuove sanzioni nei confronti della Russia per l’annessione della Crimea, in Ucraina. Matteo Salvini, allora eurodeputato, era già capo della Lega quando decise di andare a Mosca insieme a un entourage ristretto per opporsi alle sanzioni che penalizzavano gli export italiani nel Paese. Presente anche Gianluca Savoini, come rivela  un’intervista pubblicata all’epoca su una rivista russa di geopolitica   e come segnala il deputato Pd Filippo Sensi. Correva l’anno 2014, e #Savoini e D’Amico venivano indicati da #Salvini in questa intervista – tutta da leggere – come “my official representatives”: https://t.co/CqVV0V1MUg pic.twitter.com/TmH666RlDr — nomfup (@nomfup) July 13, 2019 Tra gli altri componenti dell’entourage – nove in tutto, compreso Salvini – ci sono eurodeputati come Claudio D’Amico, il presidente di Lega Nord a Milano Paolo Grimoldi, un fotografo del  Corriere della Sera , il giornalista e autore dell’intervista Eliseo Bertolazo e, infine, vari rappresentanti dell’Associazione Lombardia-Russia tra cui anche Gianluca Savoini, allora vice presidente della stessa. Nell’intervista Matteo Salvini descrive il suo rapporto con Gianluca Savoini. Per Matteo Salvini, Savoini è, insieme all’eurodeputato Claudio D’Amico, suo «rappresentante ufficiale». Un’affermazione che fa eco alle foto pubblicate negli ultimi giorni – che mostrano Savoini partecipare agli incontri ufficiali come membro della delegazione di Salvini, nonostante le smentite della Lega e dello stesso vicepremier, il quale ha dichiarato che Savoini non fosse presente a Mosca nel 2018 su invito del suo ministero. C’è molto che non torna nella difesa di Salvini: “Vado in giro con centinaia di persone, cosa facciano e cosa chiedano a nome loro non mi è dato saperlo”, ha aggiunto il leader leghista. Ma Savoini non è uno qualunque. Questo è chiaro.   L'articolo Nel 2014 Salvini definì Savoini suo “rappresentante ufficiale” proviene da Democratica .'

Assemblea nazionale del Partito democratico – DIRETTA

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I delegati dem si riuniscono all'hotel Ergife di Roma L'articolo Assemblea nazionale del Partito democratico – DIRETTA proviene da Democratica .
'Uno sguardo rivolto alle regole interne e occhi spalancati su ciò che succede nel Paese e in Europa. La parola chiave è ‘apertura’. Per riportare il Pd tra la gente e la gente verso i dem. Ruota attorno a questa impostazione il progetto che Nicola Zingaretti sta portando avanti. Una sfida doppia per ‘aprire’ il Pd. L'articolo Assemblea nazionale del Partito democratico – DIRETTA proviene da Democratica .'